1. MARIAGRAZIA BUONAURO. Chi è e cosa fa nella vita, oltre che scrivere?
Un caro saluto a tutti e ringrazio Barbara per l’ospitalità e la disponibilità a intervistarmi. Mi presento, parlando un po’ di me, della mia vita e dei miei hobby.
Sono nata e vivo a Marigliano, in provincia di Napoli, dove conduco una vita abbastanza tranquilla. Insegno materie letterarie alle scuole superiori e questo lavoro occupa gran parte della mia giornata. Sono un’autrice esordiente che crede fermamente nella strada intrapresa e che vuole realizzare a tutti i costi il sogno di diventare una scrittrice professionista. Mi definisco una donna moderna, molto curiosa, anticonformista, estremamente sensibile, alla quale piacciono le sfide e le novità. Oltre alla lettura, il mio pane quotidiano, e alla scrittura, che mi permette di esteriorizzare i sentimenti, le sensazioni e le emozioni, amo la musica, la natura, i viaggi e l’arte in generale.
2. Una cosa mi è saltata all’occhio ‘studiandoti’ in rete: il fatto che vanti una laurea. Credi che questo sia un punto a favore di chi aspira a scrivere? Mi spiego, la profonda conoscenza scolastica che essa dà è uno strumento che migliora il prodotto finale?
Un titolo di studio in discipline umanistiche sicuramente fornisce un buon bagaglio culturale che dà la formazione necessaria e adeguata per affrontare il mondo della narrativa nel migliore dei modi. La laurea è un’ottima credenziale per intraprendere la carriera di scrittore, ma non è la bacchetta magica per avere successo, non è l’unica forma di crescita professionale. Ci sono tanti altri elementi che rendono competitivi, arricchiscono culturalmente e che rappresentano un’opportunità per auto realizzarsi: viaggiare, vivere per alcuni periodi all’estero, fare stage e intraprendere nuove esperienze lavorative. Ritengo che nella vita non si smetta mai di imparare.
3. E sempre relativamente alla tua cultura, ho visto alcuni commenti che, in qualche modo, sottolineano una certa tendenza a evidenziarla (con citazioni e spiegazioni). La cosa t’infastidisce o ritieni che scrivere sia anche, forse, ‘insegnare’?
Penso che possedere in dote una laurea non possa infastidire nessuno, perché è scontato che essa dà maggiore cultura. Secondo me, lo scrittore non è chi ha l’arroganza di insegnare, ma è una persona umile che mostra ai lettori la sua visione del mondo, della società e della vita.
4. SOGNI TRA I FIORI. Il tuo libro. Ho avuto modo di comprendere che tratta il tema dell’universo femminile con le sue sofferenze e le sue rinascite. Sbaglio? Raccontalo senza ovviamente svelare la trama.
“Sogni tra i fiori” è un romanzo moderno, di genere contemporaneo – rosa, che presenta dei personaggi comuni, verosimili, con i loro pregi e difetti, nei quali molti lettori possono riconoscersi. In sostanza, il libro narra le vicende di una donna, Laura, dolce, romantica e sognatrice, la sua rinascita dopo aver molto sofferto per un amore sbagliato. In seguito a quest’esperienza burrascosa, lei incontrerà ancora l’amore e sarà felice. Purtroppo, anche stavolta accadrà qualcosa che sconvolgerà la sua vita e Laura dovrà prendere una decisione importantissima per il suo futuro. Ai lettori lascio il desiderio di saperne di più.
5. Esiste una figura maschile nel tuo romanzo? E se sì, quali le caratteristiche? E se no, perché?
Nel mio romanzo ci sono due figure maschili. Il primo uomo è un farabutto, “un poco di buono” un uomo egoista e arrogante, l’altro è un giovane buono, generoso, dall’animo nobile, che, però, nasconde qualche scheletro nell’armadio, un segreto che potrebbe mettere a repentaglio la storia.
6. Quale consiglio daresti a uno scrittore esordiente che sta cercando un angolo di cielo in questo settore davvero difficile, quale l’editoria italiana?
Raccomanderei a uno scrittore esordiente di aprire gli occhi ed esplorare questo settore con molta attenzione, perché il mercato editoriale è un campo minato, una giungla irta di pericoli, truffe e ostacoli in cui è difficile orientarsi. Il panorama editoriale italiano attuale presenta luci e ombre. Le grandi case editrici non amano rischiare sugli esordienti, anche se questi sono talentuosi e il loro libro è valido, e pubblicano solo i libri scritti dai personaggi della televisione, da scrittori italiani già noti e famosi e da autori stranieri che hanno venduto milioni di copie nel loro paese. Poi ci sono gli editori che pubblicano gli scritti degli esordienti ma solo grazie al loro contributo. Il problema dell’editoria a pagamento è che, nella maggior parte dei casi, essa non seleziona i testi, non fa editing, non porta avanti un progetto editoriale, non distribuisce i libri, ma li stampa e basta.
Consiglierei a un autore alle prime armi di affidarsi a un buon agente letterario che possa aiutarlo a trovare anche una di quelle piccole case editrici serie, e ce ne sono, che sia disposta a investire su di lui e a pubblicare il libro senza prosciugargli il portafoglio. Lo esorto anche a non scoraggiarsi se il suo esordio letterario non è stato un successo e il suo libro non ha venduto, a non demordere mai ma a credere nel proprio sogno, cercando di migliorarsi quanto più è possibile, perché, magari, il suo secondo o terzo libro sarà apprezzato. Inoltre, inviterei i nuovi scrittori a partecipare ai premi letterari, tentando di vincerne qualcuno, perché queste manifestazioni costituiscono un’ottima opportunità e una buona vetrina per ottenere visibilità e farsi notare. Anch’io ho partecipato a molte gare letterarie e devo dire che mi è andata bene, perché ho collezionato numerosi riconoscimenti, premi e menzioni, precisamente ventinove, ai Concorsi nazionali e internazionali dove il mio libro si è classificato anche al primo posto.
7. I nomi non si fanno, ma cosa trovi fuori luogo nella produzione esordiente italiana in campo letterario?
Ho letto alcuni libri di autori esordienti che ho trovato veramente validi, altri non mi hanno proprio convinta. È scontato che non tutti possono vantarsi di essere i professionisti della scrittura. Penso che l’autore esordiente debba fare la sua “gavetta”, il suo rodaggio, senza scoraggiarsi se sul suo libro piovono le stroncature della critica, piuttosto deve sforzarsi di capire il motivo per cui quel testo non ha funzionato, forse perchè non era commerciabile e non rispondeva ai gusti del pubblico, e scriverne subito un altro, cercando di migliorare, imparando dai propri errori.
8. Dare di piglio al portafoglio. Convinci chi sta visionando questa intervista a leggerti e specialmente a comprarti. Vietate le minacce, ammesse le suppliche. Vai.
Vorrei invitare i frequentatori di questo blog a seguirmi, a leggere il mio romanzo e il prossimo che uscirà, in un futuro recente, perché nella mia scrittura potranno trovare qualcosa di nuovo, d’inaspettato, vita reale e immaginaria che sfuma l’una nell’altra, che li porterà a sognare ad occhi aperti, regalerà loro momenti piacevoli e indimenticabili. A loro dico di ritagliarsi un momento di pace e leggerlo, nella tranquillità del salotto, dello studio, in un cantuccio della loro casa, nel silenzio della concentrazione, per assaporare la storia di Laura e gustarla nel migliore dei modi, perché, da lettori, non vivranno solo la loro vita ma anche quella degli altri. Buona lettura!!!
Ti ringrazio per la gentilezza.
Intervistatrice: Barbara Risoli